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L’Istituto Statale d’Arte “Nicola da

Guardiagrele” di Chieti, istituito nel 1953, come sezione staccata

dell’Istituto d’Arte di Napoli, ha raccolto l’eredità di una

preesistente Scuola della Ceramica e si è avvalso di insegnanti di

diverse discipline artistiche, provenienti da ogni parte d’Italia; dal

1963 è collocato nell’attuale sede di via d’Aragona 19.

I Maestri e gli Artisti che ne hanno formato il corpo docente, con la loro varietà di esperienze e di talenti, insieme agli allievi, spesso provenienti da percorsi scolastici irregolari o animati da interessi inusuali, hanno conferito all’Istituto un carattere molto diverso rispetto alle altre scuole di Chieti: le condizioni, che altrove avrebbero rappresentato un ostacolo all’ordinato svolgimento dell’attività didattica, hanno rappresentato la sua maggiore risorsa in quanto, fin dai primi anni, è riuscito ad ottenere riconoscimenti in concorsi e premi nazionali e oggi può vantare ottimi risultati conseguiti dai propri allievi anche in ambiti accademici ed universitari.

I caratteri che per molti anni hanno costituito una stravaganza dell’Istituto d’Arte di Chieti – il libero e vivace confronto tra le diverse idee dei docenti, la collaborazione interdisciplinare, l’attenzione per la progettazione del lavoro da svolgere e nello stesso tempo l’attenzione per le capacità espressive e creative degli allievi – sono ora posti a fondamento delle recenti riforme del sistema scolastico nazionale, basate sull’autonomia organizzativa, sulla programmazione dell’attività didattica e sulla centralità delle esigenze dello studente.

Nel corso degli ultimi decenni è però cambiato il tessuto economico del paese, sono scomparsi alcuni tradizionali mestieri che rappresentavano uno sbocco lavorativo per gli allievi del nostro Istituto: maestri della ceramica, dell’ebanisteria, della decorazione, del tessuto e dell’oreficeria non sono più destinati ad aprire botteghe artigiane nelle vie cittadine, e i prodotti industriali si sono imposti in modo quasi assoluto sui mercati. Questa grande mutazione ha trasformato e continuerà a trasformare nei prossimi anni la fisionomia della scuola.

L’industria ha sì bisogno di macchine, di operai, di venditori e di manager, ma anche di persone che conoscano gli oggetti nel loro valore estetico e funzionale, che siano capaci di immaginare nuovi prodotti e siano consapevoli dei processi di realizzazione. Quindi, se è vero che non ci sono più artisti chiamati a dipingere ritratti o artigiani che realizzano a mano ogni singolo oggetto, è vero anche che, oggi più che mai, c’è bisogno di chi è capace di tradurre in progetto e in prodotto le idee e le esigenze imprenditoriali.

Per adeguarsi a queste nuove realtà dal 1995 l’Istituto Statale d’Arte ha introdotto in via sperimentale alcuni corsi di Liceo d’Arte nei quali, senza rinunciare all’esperienza diretta del laboratorio, si tende a privilegiare l’acquisizione delle conoscenze e delle competenze necessarie per lavorare in uno studio di progettazione o per proseguire gli studi nei diversi settori del design, dell’architettura e dell’arte.

Nell’anno 2000 l’istituto ha ottenuto il formale riconoscimento dell’autonomia con l’acquisizione della personalità giuridica e l’elaborazione di una propria offerta formativa.

IL PROGETTARE che, partendo da una specifica determinazione, attraversa le diverse fasi della ricerca ideazione, della elaborazione, della selezione ragionata, e della verifica fino a giungere al prodotto, costituisce il paradigma del percorso formativo. Ed in questo l’Istituto “Nicola da Guardiagrele” continua a distinguersi, sia dalle scuole che offrono una formazione di tipo solo intellettuale, sia dalle scuole che offrono solo un apprendistato esecutivo.

In sintesi possiamo dire che l’Istituto d’Arte ha offerto agli allievi una formazione generale di buon livello culturale e una formazione specificata basata sul “fare consapevole”, intendendo con ciò una manualità che non è mai fine a se stessa o alla semplice produzione di manufatti, ma che si pone come momento essenziale per acquisire la conoscenza dei processi produttivi e la competenza progettuale